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giovedì 8 settembre 2011

Riprende la Trasmissione Televisiva Quarto Grado

Riprende domani sera l'appuntamento serale del venerdì con Salvo Sottile che fa il punto sulle inchieste del momento. Inutile dire che si riprenderanno le fila dei 3 delitti che nell'ultimo anno hanno tenuto i telespettatori con il fiato sospeso e di cui proprio oggi sono state divulgate alcune novità.

Sarah Scazzi: il caso della piccola Sarah, uccisa per invidia in un contesto che nessuno avrebbe potuto immaginare. all'inizio non c'erano testimoni, ora ci sono 12 persone che saranno processate, 2 avvocati deferiti dal'ordine, uno dei quali espulso dall'ordine degli avvocati, 2 persone trattenute in carcere perché ritenute pericolose, persone minacciate e molto altro. Insomma quando si ricorda i momenti in cui Sarah non si trovava e nelle via non c'era nemmeno un testimone sembra persino non si stia parlando dello stesso caso.

La piccola Yara: il mistero più fitto che mai, oggi si è saputo che il DNA maschile ritrovato sugli indumenti della piccola Yara e di tipo caucasico e che il motivo per cui non si riesce a trovare nessuna corrispondenza con il DNA delle persone che si sono sottoposte all'esame è perché l'assassino sarebbe davvero uno sconosciuto. Le tracce di terra ritrovate sul corpo di Yara riportano nel posto che i cani hanno indicato all'inizio. Il cantiere di Mapello.
Però ora le prove ci sono e l'impianto accusatorio si sta concludendo. Probabilmente c'è anche un nome, ma la discrezione degli inquirenti è molto più alta a Bergamo che a Avetrana.

Carmela Melania Rea: la mamma uccisa. Quando è uccisa una moglie il primo sospettato è il marito. Invece Salvatore Parolisi non sembrava essere sospettato fino a quando non è stato arrestato. Le prove contro di lui sono tante o poche a seconda delle settimane. Forse, se è stato lui, è stato aiutato. Ma da chi? Da una delle sue amanti? Ne aveva più di una?

Questi saranno le sole notizie trattate dalla prima puntata di Quarto Grado questo venerdì sera, oppure ci sarà un nuovo scoop, possibilmente in diretta?

venerdì 4 marzo 2011

Yara Gambirasio e Sarah Scazzi: qual'è la differenza

Pochi giorni fa hanno ritrovato a Berlino il corpo di un bambino scomparso 5 mesi fa dopo l'uscita dalla palestra. E' stato il padre di altri 3 bambini che ha confessato, dopo un interrogatorio incalzante, di averlo rapito, violentato, ucciso e seppellito nel bosco.
Un uomo che fino a quel momento tutti consideravano nel "range" della normalità. Qualcuno, però, aveva visto un auto, il giorno del rapimento, e dalla descrizione dell'auto gli investigatori sono arrivati al colpevole.
La società tedesca ha seguito la storia con il fiato sospeso fino al tristissimo epilogo.
Negli stessi mesi ad Avetrana e poi a Brembate si svolgevano drammi simili e altrettanto sconvolgenti, ma molto diversi fra loro.

Cosa però porta davvero a dover differenziare i casi di Avetrana e di Brembate, a parte i sentimenti, collettivi e personali, che sono identici?
Ieri sera a Iceberg su telelombardia qualcuno ha detto che si cercava di differenziare i due casi in base alla località, facendone una questione di cultura locale. Può anche essere vero. Il dramma di Avetrana si è svolto tutto davanti alle telecamere, sin dalla scomparsa di Sarah Scazzi si capiva che vi era qualcosa che non andava nel verso giusto, per poi arrivare alle confessioni in diretta di zio Michele, ai pianti di Sabrina Misseri, alla comunicazione in diretta del ritrovamento del corpo di Sarah.
La famiglia Scazzi è stata vittima di tutti: dei parenti, delle telecamere e delle istituzioni e persino degli avvocati dei colpevoli. Hanno comunicato loro la morte della figlia mentre erano in diretta televisiva dalla cucina del luogo in cui era stata uccisa, in compagnia dei famigliari dei probabili assassini. Hanno comunicato loro in diretta l'arresto della cugina Sabrina. Ogni cosa che li riguardava è stata messa in piazza: indagini, dolore, sorpresa, costernazione, dignità ferita.

Quando Yara è stata rapita, proprio mentre ancora la storia di Sarah era nel pieno del suo epilogo, a Brembate hanno semplicemente avuto paura che succedesse ciò che era successo con Sarah e si sono premurati di proteggere innanzi tutto la famiglia di Yara e il suo già grande dolore.

Non sappiamo ancora chi è l'assassino di Yara, ma sappiamo che, perché purtroppo è la triste realtà, non sarà una persona lontana da Brembate e da Yara. Sappiamo che Yara si è fidata e che quindi non era uno sconosciuto, sappiamo che gli orchi sono sempre vicini a casa. Ne si è tristemente consapevoli, anche quando si spera che il male venga da lontano e non ci appartenga.

Forse la differenza fra i due casi sembra essere tutta qui. A Brembate Sopra il clan si è stretto a difesa del membro debole e che è stato ferito; ad Avetrana il clan si è stretto a difesa di chi si era vendicato e aveva ucciso. Le motivazioni di questi due atteggiamenti così diversi sono davvero materia per i sociologi perchè noi, da soli, non capiamo.

lunedì 13 dicembre 2010

Brembate Sopra: Yara Gambirasio ripresa dal satellite

Un satellite che passava su Brembate Sopra proprio nei momenti in cui si consumava il rapimento di Yara Gambirasio l'avrebbe ripresa. Ora i fotogrammi sarebbero all'analisi degli inquirenti. Si sarebbe trattato di un vero colpo di fortuna per gli investigatori che da tempo cercavano indizi certi sulla sparizione della tredicenne.

Anche nel caso di Sarah Scazzi era stato chiesto di poter accedere alle immagini satellitari, ma in quel caso purtroppo l'unico satellite che passò su Avetrana nei momenti della scomparsa aveva l'obiettivo puntato su un possibile bersaglio militare e non aveva ripreso nulla nella zona di via Deledda.

Ora sarà anche possibile capire se Yara si è veramente diretta verso il cantiere della ex Sobea di Mapello oppure se il rapimento si è consumato mentre stava tornando verso casa. Vi sono infatti alcune discrepanze fra le testimonianze: Enrico Tironi,infatti, avrebbe detto di aver visto Yara non molto lontano da casa sua e l'allenatrice avrebbe testimoniato di averla vista uscire dalla porta principale. Resta quindi da chiarire come mai le tracce di Yara ritrovate dai cani dal fiuto molecolare avrebbero portato direttamente alla porta di emergenza della palestra e poi al cantiere del centro commerciale ex sobea di Mapello.( fonte: TG Rai)

domenica 12 dicembre 2010

Yara Gambirasio: fra tutte le possibilità, anche quella di una vendetta della camorra

Non si hanno ancora notizie di Yara Gambirasio ed è sfumata, dopo i controlli effettuati dagli investigatori, la pista di una vendetta da parte della criminalità organizzata. Questa pista seguiva i contatti del padre di Yara che per un periodo, più di un anno fa, ha lavorato per la Lopav-Pima, una ditta bergamasca che si occupa di pavimentazioni industriali, che è finita nel mirino dell’antimafia e che ora è condotta da un custode giudiziale. Il titolare della Lopav- Pima, Patrizio Locatelli, lo scorso ottobre è stato arrestato assieme al fratello Massimiliano per reati legati al riciclaggio nell’ambito del traffico di droga.
Il padre del titolare della Lopav- Pima sarebbe infatti un pericoloso narcotrafficante, Pasquale Claudio Locatelli, soprannominato Mario di Madrid e latitante fino allo scorso maggio, quando è stato arrestato in Spagna. Pasquale Claudio Locatelli è considerato al vertice di un’organizzazione formata da balcanici e sudamericani che avevano stretto rapporti di collaborazione con il clan della camorra Mazzarella.
La Lopav- Pima è una delle ditte che lavorano all’interno del centro commerciale ex Sobea, ed è anche la ditta che ha subappaltato alcuni lavori alla ditta artigianale di Padova per la quale lavora Mohamed Fikry, il marocchino arrestato e poi liberato la settimana scorsa.
Si tratta comunque di fatti avvenuti dopo che il padre di Yara ha cambiato posto di lavoro e gli appalti sarebbero stati concessi dopo che la ditta Lopav- Pima è stata posta sotto la conduzione giudiziale e quindi gli investigatori, dopo aver controllato ogni cosa, avrebbero considerato chiusa anche questa pista.
Fulvio Gambirasio, il padre di Yara, ha confermato che non conosce motivi per vendette contro di lui o contro la sua famiglia e che non ha nemici .
Fonti: ecodi bergamo; crimeblog.it; abruzzoweb.it
Foto: Facebook