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martedì 26 aprile 2011

Lega Nord: no ai bombardamenti sulla Libia, anche se La Russa freme

La Russa vuole i bombardamenti dell’Italia sulla Libia, ma la Lega Nord dice no

Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che non è riuscito a tenere alla larga dalle nostre coste i clandestini, facendo in modo che con il loro sbarco diventassero un problema del ministro dell'interno Roberto Maroni, ora sta spingendo in maniera sorprendete per scavalcare le risoluzioni dell'ONU e della NATO e attaccare e bombardare la Libia.

La prima idea che viene è che il ministro non abbia ben capito quale sia il ruolo di un ministro della difesa e del motivo per cui si chiama così, invece di chiamarsi ministro della guerra, come era nei periodi storici in cui l'italia aveva l'abitudine di andare a casa d'altri a fare la guerra, ma che forse a Ignazio La Russa, data la sua formazione politica, piacciono di più.

In realtà l'italia in quei periodi non ha avuto un gran fortuna, e i popoli attaccati sono stati abbastanza al sicuro, ma questa è un'altra storia.

Poi, però, leggendo quest'articolo qualche altro sospetto viene. E che il ministro della difesa abbia davvero una visione più economica personale della questione piuttosto che di bene comune?

In effetti la Costituzione italiana vieta in modo categorico l'uso della guerra, ma sembra che in questo momento la protezione della Costituzione non sia molto importante. L'italinità, la Costituzione e la repubblica sono finiti in cantina perché al ministro della difesa è tornata in mente la canzoncina "Tripoli bel suol d'amore?"

La Lega Nord ha detto di no. Non si bombarda a casa altrui. E' una questione di autodeterminazione dei popoli. Quindi il voto sarà contrario in parlamento e in Consiglio dei Ministri; anche altri componenti della maggioranza, anche del PDL, si dicono contrari ad un intervento che supera le risoluzioni dell'ONU e della NATO, bombardando la Libia.

E cosa ha fatto, questa sera, il ministro della Difesa? Invece di riflettere sulle sue  mancanze, si è lamentato con RAI 3 perché ha dato spazio alle posizioni della Lega Nord. Una reazione estremamente nervosa, quasi piccata, come appunto, se qualcuno avesse toccato qualcosa che considera suo problema personale su cui avrebbe preferito il silenzio... chissà.

domenica 20 marzo 2011

Siamo in guerra o non siamo in guerra? E' ovvio che siamo in guerra!

 Siamo in guerra o non siamo in guerra con la Libia? 

L'articolo 11 della costituzione italiana dice che lo stato italiano rifiuta la guerra come sistema per risolvere le controversie internazionali. Non ricordo le parole precise ma sono sicura che l'italia non può per costituzione dichiarare guerra a nessuno.

E allora come si fa?

Quando c'è un ministro della difesa che probabilmente confonde il suo ruolo e crede che fare il ministro della difesa comprenda fare il ministro dell'attacco, si fa presto.

Lui dice: "Ma noi non siamo in guerra, partecipiamo ad una azione dell'ONU."

"Si, ciau pep"
vien da rispondergli.

Non ne faccio una questione di destra e sinistra perchè il presidente Napolitano, che è di sinistra, oggi ha detto la stessa identica cosa, aggiungendo un altro mattoncino a questa bella ipocrisia, cioè che in Libia si è andati a difendere i libici. Un "ciau pep" doppio, per lui.
Mi dovrebbe spiegare come sia possibile difendere qualcuno lanciandogli in testa delle bombe. Come sempre quando certi politici parlano si ha la sensazione di essere presi per i fondelli.

Sensazione? No, in questi due casi non è una sensazione, ma una certezza.

Vi cito le parole scritte dall'articolo che ho linkato:
"I giornalisti delle redazioni dei giornali di 70 anni fa che avessero scritto degli articoli su notizie simili a quelle che stiamo leggendo in queste ultime ore, non avrebbero messo il punto interrogativo alla fine del titolo. Quelli delle redazioni dei giornali di oggi parlano di missioni di pace pericolose, di esportare la democrazia, di difendere la libertà. Pare che la costituzione dello stato italiano, dicendo che ripudia la guerra, sia solo riuscita ad aumentare il livello di ipocrisia dei giornali."

Questo articolo è stato scritto ieri, molte ore prima che il ministro Ignazio La Russa e il presidente Napolitano, e poi anche Massimo D'Alema e altri politici si mettessero a fare dichiarazioni che hanno avuto proprio il tenore ipocrita denunciato dall'articolo.
Ecco,a questo punto è chiaro che i politici italiani credono di aver a che fare con dei deficienti che si bevono qualunque imbecillità si propini loro.

Suvvia, è chiaro a tutti che stiamo facendo una guerra in casa d'altri e tu, Ignazio, e tu, Giorgio, siete pienamente consapevoli della vostra ipocrisia. Almeno abbiate il buon senso di non prenderci per i fondelli pubblicamente, aspettandovi di essere creduti.

E' proprio una cosa fastidiosa essere trattati così.
E pensare che Napolitano e La Russa sono giorni e giorni vanno in su e giù per la penisola a parlare di tricolori e unità di Italia e intanto con la loro decantata costituzione ci si puliscono il ... e nel contempo ci prendono per il ....

E allora? E allora meglio la Lega Nord che questa volta non è stata incisiva ma almeno ha detto chiaro e forte il suo "NOT IN MY NAME", andandosene dalla seduta in cui si è presa questa decisione schifosa, cercando di far mancare il numero legale in aula, azione che, se la sinistra non fosse rimasta, ( che si votasse contro o a favore non conta) sarebbe riuscita e avrebbe impedito che l'italia entrasse in una guerra di aggressione verso un'altro stato.
(foto: youreporter.it)